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 "Aspettando Francesco I" di Giovanni Colombo Riduci

“Attonito sbigottimento” disse nel settembre scorso il Cardinal Bagnasco, Presidente dei vescovi italiani, di fronte alle ultime convulsioni del governo Berlusconi. “Attonito sbigottimento” vien da ripetere di fronte alle ultime vicende vaticane.
L’inizio di febbraio è stato micidiale. Prima la pubblicazione delle lettere di fuoco scritte dall’attuale nunzio apostolico negli Stati Uniti, Mons. Carlo Maria Viganò, quand’era segretario generale del Governatorato (l’ente che gestisce lo Stato della Città del Vaticano), al Papa e al Cardinal Bertone, contenenti accuse di corruzione negli appalti e di malagestione dei soldi, affidata a banchieri “che fanno di più il loro interesse che i nostri” e che “hanno mandato in fumo in una sola operazione finanziaria nel dicembre 2009 due milioni e mezzo di dollari”. Mons. Viganò si aspettava di diventare Cardinale e presidente del Governatorato e invece è stato mandato in America. La Santa Sede si è difesa con un lungo e dettagliato comunicato: “il Governatorato non è in balìa di forze oscure.”
Poi le notizie riguardanti lo Ior, il forziere del Vaticano. Sta proseguendo – con il coinvolgimento di 4 preti - l’inchiesta della Procura di Roma sul trasferimento di 23 milioni, attraverso il Credito Artigiano, alla JP Morgan Frankfurt e alla Banca del Fucino. Secondo i giudici il trasferimento è avvenuto in violazione della normativa antiriciclaggio. Pare inoltre che, a seguito di questa inchiesta, lo Ior abbia deciso di spostare gran parte delle proprie attività finanziarie dalla banche italiane a quelle tedesche. Sempre lo Ior continuerebbe ad opporre resistenza all’AIF (Autorità di informazione finanziaria, presieduta dal Cardinal Nicora) sulla piena applicazione delle nuove norme vaticane in tema di trasparenza.
Infine la fuga di notizie dalla Segreteria di Stato che ha reso pubblico un memorandum anonimo, presentato dal Cardinale colombiano, Darìo Castrìllon Hoyos, circa le confidenze che avrebbe fatto un altro Cardinale, Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, durante un viaggio in Cina del novembre scorso. Nel testo si legge che “Benedetto XVI avrebbe solo altri 12 mesi da vivere” e che “si starebbe occupando in segreto del suo successore: il Cardinale Scola”. La gendarmeria vaticana sta indagando per scovare la “talpa”.
L’attonito sbigottimento fa tornare alla mente il testo scritto nel 2005 dall’allora Cardinal Joseph Ratzinger per la via crucis del Giovedì Santo. Nona stazione, Gesù cade per la terza volta: “… Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? … Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!” Parole dure come le pietre, che forse hanno contribuito a spingerlo verso il soglio di Pietro. Ma adesso cosa sta succedendo? Siamo sempre lì, alla nona stazione, o la via crucis è andata avanti? In termini più mondani: stiamo assistendo ad una delle solite partite di potere, giocate con stile cattivo, dalle fazioni opposte d’ Oltetevere, di cui la storia della Chiesa è piena fino alla nausea, oppure questi episodi dicono qualcosa di più: la frana di un impianto ecclesiastico millenario, in moto da anni e anni, ma che ora ha preso la discesa con velocità sempre più crescente? Motus in fine velocior.
Il 18 febbraio scorso mia moglie ed io abbiamo deciso di andare a vedere di persona com’è la situazione. Siamo scesi a Roma per partecipare al concistoro. Fra i 22 nuovi cardinali c’è pure lui, il prete che ha celebrato le nostre nozze e battezzato i nostri figli. Quindi non potevano assolutamente mancare al grande appuntamento.
Alle 9.30 attraversiamo Piazza San Pietro dove l’8 dicembre 1965 Paolo VI, chiudendo il Concilio Vaticano II, disse che quello che conta è l’hominem integrum, l’uomo completo, quello che cammina eretto. Eretti entriamo nella Basilica di San Pietro dove l’11 ottobre di 50 anni fa Giovanni XXII l’apri, il Concilio, con il celebre discorso Gaudet Mater Ecclesia, in cui criticò i profeti di sventura. Alla 10.30 gli squilli di tromba danno inizio alla cerimonia e la mia mente s’eleva ad Deum, pardon inizia a svolazzare per la navata e a farsi una serie di domande.
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 "… e nostra matre Terra" Riduci

Il maschio dominante. “Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria e … dell'acqua … sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante.” (Pier Paolo Pasolini). “Nelle immagini delle catastrofi categoricamente escluse dai manager si dissolve il mito della sicurezza.” (Ulrich Beck). Anni di inaudita violenza del maschio dominante contro “…frate Vento … sor'Acqua …e nostra matre Terra”.

Ci vuole un’altra vita, più femminile. “Per noi l'austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo … di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell'individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L'austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia” (Enrico Berlinguer). “I valori più autentici del Green Belt Movement … definiscono la nostra stessa umanità e come tali non fanno parte solo di certe tradizioni religiose … ma appartengono alla nostra natura, costituiscono una ricchezza del genere umano. Dove tali valori sono ignorati, subentrano vizi come l'egoismo, la corruzione, l'avidità e lo sfruttamento, che possono persino portare alla morte” (Wangari Muta Maathai)

L'Apocalisse. "Ma lo tsunami è stato eccezionale": già. Un errore della natura? La natura li fa, chiedete all'islandese: solo che non li premedita, né li usa per castigarci, muove la coda distrattamente.” (Adriano Sofri)


  
 """""""""""Cammino di Lombardia"""""""""""""" Riduci

 

 

40 giorni all'alba...


  
 La politica, la bellezza, la mitezza e l'umiltà Riduci

Amiamo il progetto "Partito Democratico", per questo non tolleriamo che la pochezza morale di alcuni lo rovini irreparabilmente. Troppi errori e opacità morali: il fallimento del progetto in Campania, i connubi maleodoranti tra politica e affari sanitari in Puglia, le alleanze inquietanti in Sicilia e ora ... Sesto San Giovanni.

Vogliamo ripartire con il progetto "Partito Democratico", parlando di cose apparentemente lontane, in realtà molto importanti: la bellezza, la mitezza e l'umiltà. Gurdiamo i volti dei nostri attuali maestri della politica: sono orribili, volti e corpi appesantiti dai frutti del potere, sguardi annebbiati dalla diffidenza. Il ghigno del venditore di piazza come surrogato del sorriso. Riscopriamo la bellezza e il sorriso vero, quello che nasce dall'anima e non è conseguenza delle gueperie delle cortigiane ministeriali.

La bellezza dell'incedere gentile e deciso di Camila Vallejo o del sorriso della bimba di Porrentruy, sorrisi capaci, usando le parole di Bernard Comment, "di fare della fiducia un valore collettivo, Mi piacerebbe che di nuovo si apprendesse e si sviluppasse l'ambizione di vivere bene insieme, scongiurando (anche attraverso il sorriso) le paure, e inventando la realtà invece di subirla."

La mitezza di Mino Martinazzoli, che già nel volto fuggiva la politica come fascinazione e manipolazione. Su tutte le parole di Giorgio Napolitano: "Debbo dire che mi era completamente sfuggita la pubblicazione, nel 2009, del libro di Mino Martinazzoli (con Annachiara Valle) Uno strano democristiano. D'altronde, l'autore di certo non aveva fatto nulla per promuovere quel suo libro di «ricordi» presentati, nel modo spoglio e riduttivo che gli era proprio, come «nient'altro che vaghe spigolature, ormai consumati nel loro tempo».

Ancora Mino Martinazzoli: "Dire niente per farsi propaganda a ritmo di spot è un esercizio molto diffuso. Dire qualcosa resistendo ai vizi della superficialità e dell’immediatezza e soprattutto alla tentazione della menzogna è maledettamente più difficile."


  
 "... nostra matre Terra", qualche riflessione Riduci

"Le lucciole … sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane" (L'articolo delle lucciole, P. P. Pasolini, Corriere della sera 1° febbraio 1975)

“L’avversario più irriducibile dell’energia nucleare è… l’energia nucleare stessa!” (La faccia oscura del progresso di Ulrich Beck, Repubblica, 8 aprile 2011)

“Quando poniamo obiettivi di tal genere, che cos 'altro facciamo se non proporre forme di vita e rapporti fra gli uomini e fra gli Stati più solidali, più sociali, più umani” (Enrico Berlinguer, Conclusioni al convegno degli intellettuali, Roma, Teatro Eliseo 15 gennaio 1977)

“Il nostro compito divenne … quello di allargare lo spazio democratico in cui cittadini comuni potevano prendere decisioni autonomamente, per giovare a se stessi, alla loro comunità, al loro Paese e all'ambiente che li sosteneva.” (Difendere la Terra questa è la mia fede di Wangari Muta Maathai La Repubblica aprile 2011)

“Vanno considerare misure oggettive e soggettive e che sono necessari indici di sostenibilità del benessere nel tempo, ambito nel quale dominano i noti problemi connessi all’ambiente.” (Maurizio Franzini da ww.nelmerito.com “Pil, benessere e politiche. Il Rapporto Stiglitz-Sen-Fitoussi” 30 settembre 2009)

“Parliamo della regione più "sviluppata" di Italia, la Lombardia. In nome di questo sviluppo, i lombardi non hanno solo sacrificato la qualità della loro aria e della loro acqua, ma anche distrutto il suolo agricolo” (La distruzione del suolo in Italia: la Lombardia tra cemento e veleni di Marco Pagani)

“Sono circa 10.000 ettari di territorio che ogni anno vengono sottratti al verde ... per ospitare complessi residenziali, strade o stabilimenti per l’industria" (Legambiente: cemento selvaggio cancella 10 mila ettari all’anno. 7 aprile 2011)

L'Apocalisse di Celentano "Guerriero per il bene del mondo" di Carlo Petrini (La Repubblica 28 novembre 2008)

“Un … frate, che chiamava l'acqua sorella, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta, et non l'avrebbe mai privatizzata.( La scienza e il cigno nero di Adriano Sofri, La Repubblica 13 aprile 2011)


  
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