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 "L'angolo" di Giovanni Colombo Riduci

Il decreto salva liste non è un golpe, è solo una conferma. La linea della palma, di cui parlava Sciascia cinquant'anni fa ne "Il giorno della Civetta”, è arrivata sul cocuzzolo del Bernina. La Lombardia è diventata Sicilia. Quindi le regionali di fine mese confermeranno, nonostante tutto, il primato del centrodestra. Cos'é infatti questo cd se non il contenitore delle quattro famiglie vincenti? Il clan Berlusconi - Dell'Utri, che presenta come candidata de luxe un'igienista dentale. La compagnia ciellina, che supporta - sopporta per la quarta volta Roberto, il governatore de noantri. Quelli di Paterno' (CT), cioè gli scatenati Ignazio (Benito Maria) e Romano La Russa con dietro l'onnipotente Ligresti. Infine, last but not least, la cosca autoctona, che a dispetto del nome e dell'origine, è la più terrona di tutte, guidata da un mantegnù che ha organizzato tre feste di laurea senza essersi mai laureato...

Il Pd lombardo, come quello siciliano, non tocca palla. E' anch'esso il contenitore di due famigliole in via d'estinzione: quella ex comunista che un tempo governava fior di comuni e quella del cattolicesimo sociale e democratico che un tempo animava fior di parrocchie. Il Pd vaga depresso e non riesce neanche a mettersi d'accordo con se stesso: se vuole l'alternativa, perché candida Penati, che con parole, opere e omissioni si è dimostrato il più affine alle politiche del centrodestra? No, we can't.

In questi anni, pur di continuare a votare a sinistra, abbiamo digerito anche i sassi. Ma questa volta, almeno per una volta, mi pare che si debba staccare la spina. Ovvero dimostrare che questo sistema politico nel suo insieme, opposizione compresa, non ha la maggioranza. Io voterò scheda bianca e spero che, tra astensioni, schede nulle e bianche, si arrivi al 51 per cento dell'elettorato. Sarebbe un modo chiaro di esprimere il nostro dissenso. Il celeste Formigoni diventerebbe un presidente dimezzato e il Pd (forse) capirebbe.

Questo nord trasformatosi in sud - fenomeno irreversibile - si sta impoverendo e consegnando definitivamente alle mafie. Chi inventerà l'alternativa che oggi non c'è?

L'alternativa sentimentale. Di tutte le rivoluzioni o riforme nessuna è mai stata progettata così. Per un motivo semplice: i sentimenti, intesi come rapporti tra le persone, sono difficili da clonare e sono reputati di genere femminile. Ma questa terra lombarda è intrinsecamente sentimentale/femminile, bagnata lungo i secoli dalle lacrime di milioni di madonne.

L'alternativa tattile. Le mani dei nostri avi erano dure di calli, abituate a mestieri di fatica, facevano i muratori e i metalmeccanici, mica i giornalisti o i pr. Ritorni il tocco delle mani, per trasformare le cose in opere ben fatte, per distribuire carezze sanitarie a chi è malato o chiede ospitalità.

L'alternativa retrattile. Per quanto l'aggettivo non si presti per le scritte murali, indica un qualcosa di molto importante: la necessità di ristabilire gli spazi e i tempi interiori, per avere spiritualità, cultura, capacità autonoma di valutare, consapevolezza dei propri limiti, coraggio delle proprie idee.

Verrà l'alternativa ... Io Giovanni – Ambrogio - Colombo, lombardo purosangue da enne generazioni, la sento pulsare nelle viscere, quasi fosse un calcolo, e l'avverto nell'aria, quasi fosse polline... verrà l'alternativa e avrà i tuoi occhi... sarà come smettere un vizio...

Saluti rocciosi come le punte del Resegone

p.s. a chi voterà ugualmente Pd consiglio Marco Granelli (candidato per Milano e provincia) www.marcogranelli.it... è il mio compagno di banco a Palazzo Marino...


  
 Il Circolo in dialogo e ascolto ... Riduci

La nostra home page di costituzione del Circolo ha ricevuto 28 commenti.

La nostra home page "Vexata quaestio Il Crocifisso nei luoghi pubblici" ha ricevuto 40 commenti. Tra questi segnaliamo:  La Croce non è un "simbolo religioso", ma è un "simbolo storico" del tutto obiettivo (Enrico Milanesi).  Mi spiace ma stavolta sono d'accordo solo per un po' (Giorgio Amolari).  Cari amici, apprezzo e rispetto il vostro impegno sul tema del crocifisso. ... tuttavia … (Benito Boschetto).  Periodicamente viene fuori (e rimane irrisolta) la questione del crocifisso nelle scuole o in altri luoghi pubblici (don Nicola Cateni).  Se un cittadino si sente a disagio di frone all’esposizione del Crocifisso, il suo disagio è degno di tutela giuridica (Giovanna Corchia)

La nostra home page "Brutti, sporchi e cattivi" ha ricevuto 26 commenti. Tra questi segnaliamo:  E' davvero giunto il momento di … tentare di incidere nella realtà politica interna ed esterna al PD (Benito Boschetto).  Per una volta, sono abbastanza d’accordo con Ernesto Galli della Loggia (Vincenzo Ortolina).  Mi resterà nella memoria un’impressione, legata alla silente presenza di Silvio Berlusconi alla commemorazione (di Bettino Craxi) svoltasi in un’aula del Senato (Giorgio Amolari).  Il tema è ricorrente perchè, alla fine, i nodi vengono aI pettine (Mario di Costanzo),  Teniamoci il nostro PD- Maddalena, non senza peccato ma sensibile al suo popolo e anche al popolo in generale. Niente di peggio della perfezione (Mariagrazia Fasoli)


  
 Il Circolo "Cuore di Lombardia" Riduci

Lettera di don Luisito Bianchi su Don Primo Mazzolari

"… non si dovrebbe dimenticare (…) che don Primo ebbe un cuore di carne, come il suo Maestro oltretutto. Fin dalla prima omelia (...) ebbe la testimonianza della Nina: “Signor Curato, per essere la prima volta ha proprio parlato con cuore”. Credo che anche l’ultima volta a pochi giorni dalla morte, ci fosse stata la Nina gli avrebbe detto: “Signor Parroco, per essere l’ultima volta ha proprio parlato con cuore”. Fra la prima e l’ultima c’è stata di mezzo tutta la vita di un cuore che bruciava da consumarsi, come aveva splendidamente previsto il vecchio parroco della Nina che aveva udito, anche lui, la prima omelia: “Quel ragazzo ha del cuore fino in bocca”. Vecchio di vita ed esperienza, aveva aggiunto con una lucidità impressionante, che sembrava illuminare le fatiche e le gioie di avere, come prete, un cuore di carne: “Penserà ben qualcuno nella vita a farglielo rimasticare”.

Non si dice nulla di strano a lamentare nella chiesa di oggi la quasi assenza di un cuore di carne alla maniera d’un Giovanni XXIII (non per niente in un fugace apparire questo papa e don Primo s’intesero e si sorrisero). Chissà, fosse ancora vivo, soprattutto in questi ultimi tempi, come avrebbe dovuto rimasticarlo, questo suo cuore! Credo ... che questo sia il lascito di don Primo alla chiesa, un dono che anche lui ha ricevuto attraverso avvenimenti e persone che gli hanno costruito il cuore."


  

 A Marius, Cristina e Ana Riduci

Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.

Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano.

E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità.

Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.

Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica.

Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.

Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi.

I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.

Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce.

Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.

A presto bambini, a scuola.

Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli


  
 Il Pd: il progetto e il candore Riduci

Il PGT insieme al bilancio è uno degli atti fondamentali per qualsiasi amministrazione cittadina.

A Sesto è un argomento di particolare importanza per vari motivi: perché ha riguardato prima 3.000.000 di metri quadri di territorio ora ridotti a 1.500.000 di aree dimesse nella nostra città, perché queste aree sono la storia di Sesto negli ultimi 100 anni, perché negli anni sono stati coinvolti in questa discussione architetti del calibro di Kenzo Tange, Botta e Renzo Piano.

E’ importante ancora perché è l’area dimessa più grande d’Europa, perché in questa area ci sta una intera città, perché c’è una nobile storia da rispettare e tramandare. E’ un compito decisamente impegnativo con un duplice obiettivo: immaginare la nuova città scommettendo non solo sulla sua storia recente, ma soprattutto sul suo futuro, avere cura che la città da costruire sia un continuum con la città costruita. Una bella responsabilità!

Tutto sommato però se il gioco consiste nel riempire dei vuoti può risultare anche facile; quante volte tutti noi da bambini abbiamo immaginato la nostra città ideale.

In fin dei conti una città che cosa è? Un po’ di case, qualche negozio sparso qua e là con un centro commerciale, naturalmente capannoni per il lavoro, scuole sia per i piccoli che per i grandi, uno o più luoghi di culto, un posto di polizia, un bel palazzetto dello sport per lo svago, un ospedale, tanto verde più o meno diffuso ed tutte le strade necessarie a collegare queste cose.

Ma la città è solo questo? Se così fosse il giochino è anche semplice; sarebbe sufficiente qualche bravo architetto e oplà il risultato è fatto. Tutti noi però sappiamo che questo no può bastare, serve qualcosa che faccia vivere tutte queste cose, perché la città è soprattutto luogo di incontri, è il piacere della relazione tra essere viventi. Per non essere solo un bel disegno deve avere un’anima, e l’anima non è rappresentabile graficamente, l’anima è un soffio, un vento che muove tutte quelle cose.

E questo è proprio lo spazio della Politica, la Politica è quel vento, quel soffio vitale; qui si esercita la bellezza della politica, è la Politica e solo la Politica che favorisce la formazione di una comunità, che coinvolge, responsabilizza i cittadini e quindi il PGT è uno strumento a disposizione dei cittadini, non un tavolo da disegno per architetti, ingegneri, geometri, immobiliaristi …

Il cittadino è molti di più di un architetto, di un medico, di un insegnate, di un prete; è nella cittadinanza che (esagero) trascende la singola professione e si riconduce ad unità i diversi interessi di parte. La cittadinanza va’ oltre le singole storie personali per costruire un’unica storia comune. E la bella Politica sta tutta lì nel riconoscere e nell’interpretare questa storia comune con passione, sapendo emozionare.

Per esercitare la propria responsabilità nella propria comunità non c’è bisogno solo di sapere (che serve comunque), ma basta avere orecchio (lo diceva Iannacci in una vecchia canzone). L’esempio forse più calzante è un’orchestra fatta di professionisti capaci, ognuno bravissimo nel suonare il proprio strumento, ma solo mettendo insieme le singole abilità sotto la direzione di un maestro riconosciuto nasce quell’armonia che sempre affascina ed incanta. La Politica, la bella Politica è questa capacità di generare armonia.

Felice Cagliani


  
 I documenti in evidenza ... Riduci

 A Milano, e dintorni, taluno dubita che Formigoni possa legittimamente candidarsi ancora una volta a presidente della Lombardia (Vincenzo Ortolina)

Il legittimo impedimento. Una legge, con buona pace di Casini e compagnia, assurda anche sotto il profilo tecnico (Vincenzo Ortolina)

Innanzitutto, la democrazia non è un sistema che si alimenta da sé, perciò, una volta instaurata, non ci si deve mai distrarre se non si vuole correre il pericolo che sia cancellata (Giovanna Corchia)

Qualcuno mi rimprovera perché parlo spesso di politica: ma la politica, come ho già detto altrove, è la vita di ciascuno di noi, come singoli e come comunità (Roberto Carnesalli)

(...) l’antipolitica non ha nulla a che vedere con inquirenti e magistrati che fanno il loro dovere, ma si annida spesso nei gangli vitali della politica stessa e di coloro che la praticano (Giovanni Bianchi)

Ebbene, vi dirò, l’ideologia la sento come un muro (…) la cittadella fortificata, in cui non c’è posto per un pensare altro, diverso dal nostro, da quello dei “nostri”. E già questa parola “i nostri” è parola che fa muro (don Angelo Casati)

Caro Papa (...) avrai certamente saputo di Dino, quel giovane omosessuale che è ricoverato all’ospedale san’Eugenio, per le ferite che ha riportato a causa di un’aggressione ... (Gianni Geraci del Gruppo del Guado)

Lettera di febbraio 2010. Il nostro '58 (Luigi Pedrazzi)

Settimo: non rubare. Gli ultimi giorni del 2009 hanno portato l’attenzione del mondo politico e mediatico italiano su una delle norme che regolano da sempre la convivenza civile (numero di gennaio 2010 della rivista Notam)


  
 La porta delle Associazioni Riduci

  
 L'agenda di marzo 2010 ... Riduci

Milano 11 marzo '10, Dipartimento di Scienze Religiose dell'Università Cattolica: Giornata di studio sul Concilio Vaticano II

Milano 12 marzo '10, Circolo del Partito Democratico Lia Bianchi: Processo breve, Legittimo impedimento, assalto alla Costituzione, intercettazioni e altre nefandezze

Milano 15 marzo '10, Circolo del Partito Democratico Lia Bianchi: Serata con Fabio Pizzul, candidato alle regionali

Milano 20 marzo '10, Associazione Libera:

Milano 20 marzo '10, Circoli Dossetti: Per una sinistra pensante


  
 Mi sveglio assai pentito ... Riduci

Soffi di cuore segnalati da padre Fabio Fornaroli

Terribile notte piena di incubi. Sogno di essere afferrato per i piedi dall’Ercole del Canova e roteato più volte. Mi sveglio urlando proprio mentre …

Mi riaddormento dopo aver bevuto una tazza di camomilla. Sogni calmi. Dapprima sto in Isvizzera (lunga conversazione con Rousseau); poi entro in una chiesa. Ai confessionali, alcuni fedeli, in ginocchio, mormorano le loro colpe. Mi avvicino incuriosito al confessionale di destra e sento questo breve dialogo: “Credete in Dio?”. “Io sì, ma è Dio che non crede in me”.

Mi avvicino al confessionale di sinistra e sento le stesse voci: “Credete in Dio?”. “No” risponde il peccatore. “Allora siete ateo?”. “Nemmeno”. “Non capisco, spiegatevi”. “Ecco, io mi rimetto al volere di Dio”. “Ma allora credete in Dio!” urla il confessore. “Ho detto che mi rimetto al Suo volere, non ch’io ci creda” risponde l’altro. E mi accorgo di essere io. Mi sveglio assai pentito.

Ennio Flaiano (1910 -1972), da “Autobiografia del Blu di Prussia, Adelphi 2003)


  
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