L’unico che poteva scrivere un vero articolo su don Luigi “Maria” Verzè ... non c’è più. Era Mario Cal, il suo braccio destro, l’amico fraterno ... per 21 anni vicepresidente operativo della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor (di seguito “la Fondazione”). Il 18 luglio scorso si è sparato un colpo in testa, lasciando due lettere e 12 scatoloni di documenti ora all’esame dei giudici.
Un altro che dovrebbe scrivere ma non può più farlo, per le sue precarie condizioni di salute, è il cardinale Carlo Maria Martini. Un vero peccato, avrebbe potuto spiegarci meglio le sue parole del 14 marzo 2010, durante la festa per il 90° del dV (sul palco dei festeggiamenti c’erano, insieme col Cardinale, Silvio Berlusconi e Ferruccio de Bortoli), così riportate il giorno dopo dal Corriere della Sera (articolo a p. 8 di Paolo Foschini): «Lo amo e lo stimo tanto – dice Martini … Martini ha pronunciato l’elogio genetliaco del suo amico “San Luigi” (un lapsus applaudito: “Ho precorso i tempi” ha poi scherzato il Cardinale) elencandone le doti: “audacia dell’aquila, coraggio del leone, passo felpato dell’antilope”. E dicendone la “prudenza del serpente” ha citato il corrispondente termine greco, che implica “saggezza ma anche astuzia e direi furbizia”».
Altri ancora che dovrebbero sentire l’urgenza morale di scrivere sono i filosofi dell’Università Vita – Salute (sulla nascita della facoltà vedi la mia invettiva La strana coppia Cacciari – don Verzè, “Il Margine” 6/2002). Nomi d’eccellenza, dotati di altissima visibilità mediatica. Parlano su tutto ma proprio su tutto, in particolare sulle nefandezze dell’amico del dV (tema arcinoto e in fondo neanche così eccitante), non hanno molto da fare, almeno in Università (gli iscritti al primo anno sono una ventina), ma finora non hanno trovano il tempo e l’ardire di interrogarsi in profondità su quel che sta succedendo in via Olgettina. Dopo qualche dichiarazione sulla “libertà non negoziabile” assicurata dal prete, si sono chiusi in un incomprensibile silenzio. E dire che la materia su cui philosophari è piuttosto ampia.
Ubi deficiunt equi, trottant aselli. Accontentatevi dunque di qualche nota in libertà di un quidam de populo. Provo a riassumere per punti lo stato dell’arte.